Dipendente vs partita IVA — calcolatore
Confronta dipendente e partita IVA forfettario su netto, contributi, TFR, ferie/malattia e gap pensionistico per capire cosa conviene davvero.
Dipendente o partita IVA: cosa conviene davvero nel 2026
"Conviene di più fare il dipendente o aprire la partita IVA?" è una delle domande più cercate da chi valuta un cambio di carriera, ma la maggior parte dei confronti online si limita al netto in busta paga, ignorando TFR, ferie, malattia pagata e soprattutto il gap pensionistico. Questo calcolatore metti a confronto le due strade su basi realmente comparabili.
Un dipendente accumula TFR (circa 6,9% della retribuzione lorda annua accantonato dal datore), ha ferie e malattia retribuite, e versa contributi complessivi (lavoratore + datore) intorno al 33% del lordo. Una partita IVA in regime forfettario versa il 26,07% di Gestione Separata solo sul reddito imponibile dopo il coefficiente ATECO, senza TFR né malattia pagata: a parità di fatturato lordo, il netto disponibile mese per mese è spesso più alto, ma la protezione sociale complessiva è più bassa.
Cosa include questo confronto
- Il netto mensile stimato per entrambi gli status, a parità di reddito lordo o fatturato
- Il valore economico del TFR (accantonamento datore ~6,9%) e delle ferie/malattia retribuite del dipendente, assenti per la partita IVA
- Le aliquote contributive reali: ~33% complessivo dipendente (lavoratore + datore) contro 26,07% Gestione Separata
- Il gap pensionistico stimato: gli autonomi in Gestione Separata maturano una pensione pubblica inferiore del 20-30% circa rispetto a un dipendente a parità di reddito lordo, per l'aliquota contributiva più bassa e l'assenza del TFR
- La differenza di aliquota fiscale: IRPEF a scaglioni (23/33/43%) per il dipendente contro imposta sostitutiva forfettaria (5% o 15%) per la partita IVA


