Calcolatore ore di lavoro

Calcola ore lavorative, straordinari e retribuzione lorda — gratuito, secondo il D.Lgs 66/2003.

GiornoInizioFinePausa (min)TotaleOrdinarie / Straordinari
Lun08:00(8.00h)08:00
Mar08:00(8.00h)08:00
Mer08:00(8.00h)08:00
Gio08:00(8.00h)08:00
Ven08:00(8.00h)08:00
Sab00:00
Dom00:00

Totale

40:00

40.00h

Ore ordinarie

40:00

Ore straordinarie

Come calcolare le ore di lavoro e gli straordinari in Italia

Il D.Lgs. 66/2003 fissa l'orario normale di lavoro a 40 ore settimanali. Ogni ora lavorata oltre questo limite costituisce lavoro straordinario (straordinario). In Italia non esiste un'unica maggiorazione legale minima per gli straordinari: la retribuzione aggiuntiva è interamente demandata alla contrattazione collettiva (CCNL), che varia da settore a settore. La maggiorazione tipica nei principali CCNL oscilla tra il 15 % e il 50 % per gli straordinari feriali, e può arrivare al 50–100 % per quelli festivi e notturni.

L'orario di lavoro complessivo — ordinario più straordinario — non può superare in media 48 ore settimanali calcolate su un periodo di riferimento di quattro mesi (estendibile a sei o dodici mesi tramite contrattazione collettiva). Il limite annuo di straordinari è fissato dal CCNL applicabile; in assenza di contratto, il D.Lgs. 66/2003 prevede un massimo di 250 ore annue.

Calcolatore ore di lavoro

  1. 1

    Impostare l'inizio della settimana

    Aprire Impostazioni e selezionare lunedì come primo giorno della settimana — lo standard nei contratti collettivi italiani. Il conteggio delle 40 ore settimanali riparte ogni lunedì.

  2. 2

    Scegliere il periodo di calcolo

    Usare la scheda Settimana per il controllo settimanale degli straordinari oppure la scheda Mese per verificare l'avvicinamento al limite annuo previsto dal proprio CCNL (spesso 150–250 ore/anno).

  3. 3

    Inserire orario di entrata e uscita

    Digitare gli orari nel formato OO:MM. I turni notturni che attraversano la mezzanotte (es. 22:00–06:00) vengono rilevati automaticamente.

  4. 4

    Inserire la pausa non retribuita

    Indicare i minuti di pausa non retribuita nella colonna Pausa (solitamente 30–60 minuti per il pranzo). Le brevi pause retribuite non vanno detratte.

  5. 5

    Verificare ore ordinarie e straordinarie

    La barra dei totali mostra ore ordinarie (fino a 40 ore/settimana) e straordinarie separatamente. Confrontare con il cedolino paga per verificare che le maggiorazioni siano state correttamente applicate secondo il proprio CCNL.

  6. 6

    Inserire la paga oraria

    Digitare la paga oraria lorda in euro. Poiché la maggiorazione varia per CCNL, il calcolatore mostra gli straordinari a paga base. Aggiungere manualmente la percentuale di maggiorazione contrattuale o adeguare la tariffa oraria di conseguenza.

  7. 7

    Esportare il foglio presenze

    Fare clic su Esporta PDF per salvare un report formattato. Conservare le copie per almeno cinque anni — lo stesso periodo di conservazione imposto dalla normativa al datore di lavoro.

Orario normale, straordinari e limiti

L'orario normale è di 8 ore giornaliere e 40 settimanali. Il D.Lgs. 66/2003 non fissa un limite giornaliero assoluto per le ore straordinarie, ma il totale complessivo (ordinario + straordinario) non può superare 13 ore al giorno in base ai principi generali di sicurezza e ai CCNL più restrittivi.

Il ricorso agli straordinari è in linea di principio volontario. Il rifiuto da parte del lavoratore è giustificato se il datore di lavoro non ha rispettato le procedure previste dal CCNL (comunicazione preventiva, consenso del lavoratore, ecc.). In caso di necessità produttive impreviste, alcuni CCNL ammettono lo straordinario obbligatorio entro certi limiti orari.

Maggiorazioni per lavoro straordinario e notturno

  • Straordinario feriale (oltre 40 ore/settimana): maggiorazione dal 15 % al 30 % secondo il CCNL.
  • Straordinario notturno (oltre 40 ore/settimana, in orario notturno): maggiorazione dal 30 % al 50 %.
  • Lavoro notturno ordinario (tra orario concordato e 40 ore): maggiorazione notturna dal 15 % al 30 %.
  • Straordinario festivo: maggiorazione dal 30 % al 70 % secondo il CCNL.
  • Lavoro domenicale ordinario: maggiorazione del 30–50 % o giornata di riposo compensativo.
  • Banca ore: molti CCNL consentono la compensazione degli straordinari con riposi anziché con pagamento immediato.

Riposi, pause e periodi di riposo

  • Riposo giornaliero: almeno 11 ore consecutive tra la fine di un turno e l'inizio del successivo (D.Lgs. 66/2003, art. 7).
  • Riposo settimanale: almeno 24 ore consecutive ogni 7 giorni, preferibilmente la domenica (art. 9).
  • Pausa durante l'orario di lavoro: quando l'orario giornaliero supera le 6 ore il lavoratore ha diritto a una pausa minima di 10 minuti (salvo CCNL più favorevoli).
  • Lavoratori notturni: l'orario non può superare in media 8 ore nelle 24 ore su un periodo di riferimento di 14 giorni.

Lavoro notturno

È considerato lavoro notturno quello svolto per almeno 3 ore nell'arco della fascia oraria 22:00–05:00. Il lavoratore notturno — definito come colui che svolge almeno 80 notti l'anno in questo orario — ha diritto a una maggiorazione retributiva stabilita dal CCNL e a una sorveglianza sanitaria periodica a carico del datore di lavoro.

I lavoratori notturni non possono essere adibiti a ore straordinarie senza il rispetto del limite delle 8 ore medie notturne. In caso di problemi di salute accertati, il datore di lavoro è tenuto ad adibire il lavoratore a mansioni diurne compatibili.

Registrazione dell'orario di lavoro

Il D.Lgs. 66/2003 non impone un sistema specifico di registrazione dell'orario, ma la sentenza della Corte di Giustizia UE del 2019 (C-55/18) obbliga gli Stati membri a garantire che i datori di lavoro tengano un sistema di registrazione delle ore effettivamente lavorate. L'Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) ha chiarito che i datori di lavoro devono disporre di un sistema che permetta di verificare il rispetto dei limiti orari.

I registri devono essere conservati per almeno cinque anni e messi a disposizione dell'INL su richiesta. Il lavoratore ha diritto di accedere ai propri dati di presenza.

Domande frequenti — Calcolatore ore di lavoro Italia

Quale maggiorazione spetta per gli straordinari in Italia?
La legge (D.Lgs. 66/2003) non fissa una percentuale minima. La maggiorazione è stabilita dal CCNL applicabile al settore. Nei principali contratti collettivi le maggiorazioni vanno dal 15 % al 30 % per gli straordinari feriali, dal 30 % al 50 % per quelli notturni e dal 30 % al 70 % per quelli festivi. Consultare il proprio CCNL per le percentuali esatte.
Quante ore di straordinario posso fare all'anno?
Il D.Lgs. 66/2003 prevede un massimo di 250 ore annue in assenza di contratto collettivo. La maggior parte dei CCNL fissa un limite inferiore, generalmente tra 100 e 200 ore annue. Il limite assoluto è quello europeo: la media settimanale complessiva non può superare 48 ore su un periodo di riferimento di 4 mesi (estendibile a 12 mesi per via contrattuale).
Cosa sono le banche ore?
La banca ore è un istituto previsto da molti CCNL che consente di accantonare le ore di straordinario per fruirle in seguito come riposi compensativi, anziché ricevere immediatamente la maggiorazione in busta paga. Le ore accantonate devono essere godute entro un termine stabilito dal contratto (solitamente 12–18 mesi); in caso contrario vengono liquidate con la maggiorazione prevista.
Il datore di lavoro può imporre gli straordinari?
In linea di principio il lavoro straordinario è volontario. Tuttavia, molti CCNL riconoscono al datore di lavoro la facoltà di disporre straordinari obbligatori in caso di necessità produttive urgenti, entro i limiti orari e con le procedure previste dal contratto stesso (preavviso, comunicazione, ecc.). Il rifiuto ingiustificato potrebbe configurare un inadempimento contrattuale.
Ho diritto a una pausa durante la giornata lavorativa?
Sì. Quando l'orario di lavoro giornaliero supera le 6 ore, il lavoratore ha diritto a una pausa di almeno 10 minuti secondo il D.Lgs. 66/2003. La maggior parte dei CCNL prevede pause più lunghe (30–60 minuti per il pranzo), che di solito non sono retribuite e non vengono computate nell'orario di lavoro.
Per quanto tempo devono essere conservati i registri delle presenze?
Sebbene il D.Lgs. 66/2003 non fissi esplicitamente un termine, l'INL e la prassi consolidata indicano una conservazione di almeno 5 anni, in linea con i termini di prescrizione dei crediti da lavoro previsti dal Codice civile. Il lavoratore dovrebbe conservare le proprie copie per lo stesso periodo.

Riferimenti normativi: D.Lgs. 8 aprile 2003 n. 66 (attuazione delle direttive 93/104/CE e 2000/34/CE), artt. 4–7, 13, 17; Corte di Giustizia UE, sentenza 14 maggio 2019 (C-55/18); D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 (sicurezza sul lavoro). Ispettorato Nazionale del Lavoro: ispettorato.gov.it.