Calcola Stipendio Netto

Calcola il tuo stipendio netto in Italia. IRPEF 2026 (23%/33%/43%), contributi INPS, addizionale regionale e cuneo fiscale — aliquote aggiornate.

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Come funziona il calcolatore stipendio lordo netto?

Il nostro calcolatore converte lo stipendio lordo in netto in tempo reale. Inserisci la tua retribuzione — annuale, mensile, settimanale o giornaliera — e il calcolatore applica automaticamente l'IRPEF 2025 (aliquote per scaglioni), le addizionali regionali e comunali, i contributi previdenziali INPS e le detrazioni per lavoro dipendente. Il risultato è il tuo stipendio netto reale in busta paga.

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Scaglioni IRPEF 2025

L'Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF) è progressiva per scaglioni. Ogni aliquota si applica solo alla parte di reddito imponibile che cade in quello scaglione — mai sull'intero stipendio. Per il 2025:

  • 23 % — fino a 28.000 €
  • 35 % — da 28.001 € a 50.000 €
  • 43 % — oltre 50.000 €

La riforma IRPEF 2024 ha ridotto gli scaglioni da quattro a tre, accorpando il secondo e il terzo scaglione (25 % e 35 %) in un unico scaglione al 35 %. Questo ha portato un risparmio fino a 260 €/anno per i redditi tra 15.000 € e 28.000 €.

Base imponibile IRPEF: lo stipendio lordo meno i contributi previdenziali a carico del lavoratore (circa 9,19 %). La tassazione si applica sul reddito netto contributivo, non sul lordo contrattuale.

Addizionali regionali e comunali

Oltre all'IRPEF statale, i lavoratori pagano due imposte locali calcolate sullo stesso reddito imponibile:

Addizionale regionale

Varia da 1,23 % (aliquota minima, es. Sardegna) a 3,33 % (Lazio, a causa del debito sanitario). Le principali regioni:

  • Lombardia: 1,23 %
  • Veneto: 1,23 %
  • Emilia-Romagna: 1,33 %
  • Toscana: 1,42 %
  • Piemonte: 1,62 %
  • Campania: 2,03 %
  • Sicilia: 1,23 %
  • Lazio: 3,33 %
  • Calabria: 2,03 %

Seleziona la tua regione nel calcolatore per ottenere il risultato preciso. La differenza tra Lombardia e Lazio su un reddito di 40.000 € è di circa 840 €/anno.

Addizionale comunale

Stabilita dal singolo comune, varia tra 0 % e 0,90 % del reddito imponibile. La media nazionale è circa 0,50–0,60 %. I grandi comuni applicano spesso l'aliquota massima (Roma 0,90 %, Milano 0,80 %, Napoli 0,80 %). L'addizionale comunale viene versata nell'anno successivo — in busta paga viene trattenuto l'acconto (30 %) e il saldo dell'anno precedente a rate.

Detrazioni per lavoro dipendente

I lavoratori dipendenti beneficiano di detrazioni dall'imposta lorda (non dal reddito) che riducono significativamente l'IRPEF effettiva:

  • Reddito fino a 15.000 €: detrazione di 1.955 € (se reddito > 8.174 €) — soglia no-tax area
  • Reddito 15.001–28.000 €: detrazione = 1.910 € + 1.190 € × (28.000 − reddito) ÷ 13.000
  • Reddito 28.001–50.000 €: detrazione = 1.910 € × (50.000 − reddito) ÷ 22.000
  • Reddito oltre 50.000 €: detrazione = 0 €

No-tax area: i lavoratori dipendenti con reddito complessivo fino a 8.174 € annui non pagano IRPEF (la detrazione copre interamente l'imposta lorda).

Trattamento integrativo (ex bonus Renzi): per redditi tra 8.174 € e 15.000 €, spetta un trattamento integrativo di 1.200 €/anno (100 €/mese) se l'imposta lorda supera le detrazioni. Per redditi tra 15.001 € e 28.000 €, il trattamento è ridotto progressivamente.

Contributi previdenziali INPS 2025

I contributi a carico del lavoratore dipendente ammontano complessivamente a circa il 9,19 % della retribuzione lorda, entro il massimale contributivo (per il 2025: 119.650 €):

  • IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti): 9,19 % (principale voce)
  • Disoccupazione: inclusa nella quota datoriale (0 % per il dipendente)

Oltre il massimale di 119.650 €, il lavoratore versa solo la quota di solidarietà dell'1 % sulla parte eccedente.

Contributi a carico del datore di lavoro

Il datore di lavoro versa una quota contributiva di circa 28–32 %della retribuzione lorda, includendo:

  • IVS datoriale: ~23,81 %
  • NASPI (disoccupazione): 1,31 %
  • Maternità, malattia: ~0,46 %
  • Infortuni sul lavoro INAIL: 0,50–3 % (settore-dipendente)
  • Fondo di garanzia TFR: 0,20 %
  • Fondo integrativo (INPS): variabile per contratto

TFR — Trattamento di Fine Rapporto

Il TFR (comunemente detto «liquidazione») è un istituto unico del diritto del lavoro italiano: ogni anno matura una quota pari a retribuzione annua lorda ÷ 13,5, rivalutata annualmente dell'1,5 % fisso + 75 % dell'inflazione ISTAT. Al momento della cessazione del rapporto di lavoro, il TFR accumulato viene erogato al dipendente.

Il lavoratore può scegliere di destinare il TFR a un fondo pensione complementare (Fondi Negoziali, FIP, PIP) oppure tenerlo in azienda (o all'INPS per le aziende con più di 50 dipendenti). La scelta ha impatti fiscali: il TFR erogato alla fine è tassato con tassazione separata (aliquota media degli ultimi 5 anni), mentre le prestazioni dei fondi pensione beneficiano di aliquote agevolate (15 % riducibile al 9 % dopo 35 anni di partecipazione).

Costo azienda — quanto costa un dipendente

Per uno stipendio lordo di 30.000 €, il costo totale per l'azienda è di circa 40.000–42.000 €, includendo:

  • Contributi INPS datoriali: ~8.000–9.000 €
  • Accantonamento TFR: ~2.200 €
  • INAIL (infortuni): ~300–600 €

Il rapporto costo azienda/stipendio netto è quindi di circa 2:1per i redditi medi — ogni euro netto percepito dal lavoratore costa circa 2 euro all'azienda.

Salario minimo e stipendi medi in Italia

L'Italia è uno dei pochi paesi UE senza un salario minimo legaleuniversale. La retribuzione minima è definita dai CCNL (contratti collettivi nazionali di lavoro) per ciascun settore. Il dibattito politico su un salario minimo di 9 €/ora è ancora aperto nel 2025.

Lo stipendio medio italiano si attesta intorno a 29.000–31.000 € lordi annui (circa 1.800–2.000 € netti mensili), con forti differenze geografiche: i lavoratori del Nord guadagnano mediamente il 25–30 % in più rispetto al Sud.

Calcolo passo per passo dello stipendio netto

  1. Stipendio lordo annuo (RAL — Retribuzione Annua Lorda).
  2. Contributi INPS lavoratore (9,19 %): si deducono dal lordo per ottenere il reddito imponibile IRPEF.
  3. IRPEF lorda: applicazione degli scaglioni (23 %, 35 %, 43 %) sul reddito imponibile.
  4. Detrazioni lavoro dipendente: si sottraggono dall'IRPEF lorda per ottenere l'IRPEF netta.
  5. Addizionali regionale e comunale: calcolate sul reddito imponibile (versate l'anno successivo, ma trattenute mensilmente).
  6. Stipendio netto = lordo − contributi INPS − IRPEF netta − addizionali.

Domande frequenti (FAQ)

Quanto è il netto di 25.000 € lordi?

Per un lavoratore dipendente single senza carichi familiari in Lombardia, 25.000 € lordi corrispondono a circa 17.800–18.200 € netti annui (circa 1.480–1.520 €/mese). L'aliquota effettiva complessiva (IRPEF + addizionali + contributi) è di circa 27–28 %.

Quanto è il netto di 35.000 € lordi?

Con 35.000 € di RAL in Lombardia, il netto è di circa 23.500–24.000 € annui (1.960–2.000 €/mese). L'aliquota effettiva sale a circa 32–33 %, riflettendo l'ingresso parziale nello scaglione al 35 %.

Quanto è il netto di 50.000 € lordi?

Con 50.000 € di RAL, il netto è di circa 31.000–31.800 € annui (2.580–2.650 €/mese). A questo livello le detrazioni lavoro dipendente si azzerano e si è pienamente nel secondo scaglione al 35 %, con l'aliquota effettiva intorno al 37–38 %.

Cosa si intende per RAL?

La RAL (Retribuzione Annua Lorda) è il totale della retribuzione contrattuale su base annua, comprensiva di tutte le mensilità (di norma 13 o 14, a seconda del CCNL). È il riferimento nelle offerte di lavoro e nei contratti. Non include i benefit in natura (auto aziendale, buoni pasto, welfare aziendale) che sono spesso esclusi dalla RAL ma concorrono al reddito imponibile.

I buoni pasto sono tassati?

I buoni pasto elettronici sono esenti da IRPEF e contributi fino a 8 €/giorno (cartacei: 4 €/giorno). L'importo che eccede questa soglia diventa imponibile. Molte aziende erogano buoni pasto da 7–8 € per massimizzare l'esenzione — equivale a un beneficio netto di circa 160–180 €/meseper chi lavora a tempo pieno.

Come funziona la tredicesima?

La tredicesima mensilità (gratifica natalizia) è obbligatoria per tutti i dipendenti in Italia, erogata a dicembre. Viene tassata come normale retribuzione nel mese di erogazione — senza agevolazioni specifiche, a differenza dell'Austria. Molti CCNL prevedono anche la quattordicesima, pagata in estate (luglio), tipicamente nei settori commercio, turismo e alcuni comparti industriali.

Cosa sono i fringe benefit e come sono tassati nel 2025?

I fringe benefit (auto aziendale, PC, telefono, alloggio, azioni) sono imponibili come reddito da lavoro dipendente. Per il 2025 vige una soglia di esenzione di 1.000 €/anno (elevata a 2.000 € per i dipendenti con figli a carico). Superata la soglia, l'intero valore torna imponibile — non solo l'eccedenza.

Quando conviene il regime forfettario rispetto al lavoro dipendente?

Il regime forfettario (flat tax al 15 %, ridotta al 5 % per i primi 5 anni di nuova attività) è accessibile ai professionisti e autonomi con ricavi fino a 85.000 €/anno. Rispetto al lavoro dipendente, offre minori contributi previdenziali e un'aliquota fiscale più bassa, ma nessuna tutela lavorativa (ferie, malattia, TFR, NASpI). Diventa conveniente rispetto alla dipendenza già dai 25.000–30.000 € di ricavi, soprattutto in assenza di costi professionali significativi.

Fonti ufficiali

I dati fiscali di questo calcolatore sono basati sul TUIR (D.P.R. 917/1986), aggiornato dalla Legge di Bilancio 2025, e sulle circolari INPS per le aliquote contributive 2025. Per la dichiarazione ufficiale utilizza il 730 precompilato su agenziaentrate.gov.it.