Calcolo Paga Oraria

Calcola il tuo stipendio netto partendo dalla paga oraria. Straordinari, IRPEF, contributi INPS 2026 e costo azienda in un unico risultato.

Calcola Stipendio Netto

Calcolo Paga Oraria

In Italia non esiste un salario minimo legale nazionale: chi lavora a paga oraria — tipicamente operai, commessi, lavoratori del turismo e della ristorazione — ha come riferimento non una legge, ma il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) applicato dalla propria azienda. Il CCNL fissa le tabelle salariali minime, la durata dell'orario normale e le maggiorazioni per lo straordinario: la stessa paga oraria può quindi essere pienamente legale in un settore e sotto il minimo tabellare in un altro.

Nonostante il pagamento a ore, la busta paga italiana ragiona quasi sempre in mensilità: la paga oraria viene moltiplicata per le ore ordinarie e per quelle di straordinario per ottenere la retribuzione lorda del mese, e la maggior parte dei lavoratori riceve la tredicesima (a dicembre) e, in molti CCNL, anche la quattordicesima (a giugno) — mensilità aggiuntive che fanno parte del reddito annuo su cui si calcolano imposte e contributi, pur essendo erogate separatamente dallo stipendio ordinario.

Dal lordo al netto pesano due blocchi di trattenute: i contributi INPS a carico del lavoratore (9,19% della retribuzione, ridotto dal cuneo fiscale 2026 per i redditi più bassi) e l'IRPEF, calcolata secondo tre aliquote nazionali (23%, 33%, 43%) a cui si aggiungono l'addizionale regionale e quella comunale, che variano — di regione in regione e di comune in comune — di pochi punti percentuali.

Per l'azienda, invece, la retribuzione lorda è solo il punto di partenza: contributi INPS a carico del datore di lavoro (circa 23,81%), accantonamento del TFR (trattamento di fine rapporto, circa retribuzione annua ÷ 13,5) e premio INAIL (variabile per settore di rischio) portano il costo del lavoro reale a circa il 35-38% in più rispetto alla RAL lorda concordata.

Come funzionano paga oraria, trattenute fiscali e costo del lavoro

L'IRPEF nazionale si applica con tre aliquote progressive: 23% fino a 28.000 € di reddito imponibile annuo, 33% da 28.000 a 50.000 €, 43% oltre questa soglia. A questa imposta nazionale si sommano due addizionali locali: l'addizionale regionale, che ogni regione fissa autonomamente (dallo 0,9% di alcune regioni fino al 3,33% di Piemonte e Campania), e l'addizionale comunale, decisa da ciascuno dei quasi 7.900 comuni italiani (fino allo 0,9% a Roma e Napoli). Il risultato è che due lavoratori con la stessa RAL possono avere un netto diverso a seconda della regione e del comune di residenza fiscale — la variazione tipica è di pochi punti percentuali, e il dettaglio comune per comune è approfondito nelle pagine regionali dedicate.

Sul fronte contributivo, il lavoratore versa il 9,19% della retribuzione lorda all'INPS (10,19% sulla quota che supera 55.448 €/anno), ma per i redditi più bassi il cosiddetto cuneo fiscale 2026 riduce questa aliquota di 6 punti percentuali fino a 25.000 € di reddito annuo e di 7 punti percentuali fino a 35.000 €, aumentando direttamente il netto in busta paga senza toccare la RAL concordata.

La retribuzione annua, inoltre, non si esaurisce in 12 mensilità: la tredicesima (erogata a dicembre) è una garanzia contrattuale generalizzata, e molti CCNL — commercio, turismo, alcuni comparti industriali — prevedono anche la quattordicesima (erogata a giugno). Entrambe concorrono al reddito imponibile annuo su cui si calcolano IRPEF e contributi, ma vengono pagate come mensilità aggiuntive rispetto allo stipendio ordinario.

Esempio pratico: dalla paga oraria al netto e al costo per l'azienda

Prendiamo il caso di una commessa full-time inquadrata nel CCNL Commercio, con paga oraria di 10,50 € (superiore al minimo tabellare più basso di settore, circa 9,50 €/ora) e orario settimanale pieno di 40 ore, che in un mese effettua anche 6 ore di straordinario tra la 41ª e la 48ª ora settimanale.

  1. Ore ordinarie nel mese: 40 ore/settimana × 4,33 settimane ≈ 173 ore.
  2. Paga base mensile: 173 ore × 10,50 € = 1.816,50 €.
  3. 6 ore di straordinario dalla 41ª alla 48ª ora settimanale, maggiorazione +15%: 6 × 10,50 € × 1,15 = 72,45 €.
  4. Retribuzione lorda del mese: 1.816,50 € + 72,45 € = 1.888,95 € (circa 1.889 €).
  5. Reddito lordo annuo su 13 mensilità (tredicesima inclusa): circa 1.889 € × 13 ≈ 24.557 €.
  6. Detrazione da lavoro dipendente spettante a questo livello di reddito: circa 2.225 €/anno.
  7. Reddito imponibile IRPEF: 24.557 € − 2.225 € ≈ 22.332 €/anno.
  8. IRPEF (23%, prima aliquota nazionale): 22.332 € × 23% ≈ 5.136 €/anno, cioè circa 395 € al mese su 13 mensilità.
  9. Addizionale regionale e comunale (esempio Lombardia 1,73% + Milano 0,8% sull'imponibile): 22.332 € × 2,53% ≈ 565 €/anno, circa 43 € al mese.
  10. Contributi INPS lavoratore, ridotti dal cuneo fiscale 2026 (3,19% anziché il 9,19% ordinario, reddito sotto 25.000 €): 24.557 € × 3,19% ≈ 783 €/anno, circa 60 € al mese.
  11. Netto mensile stimato: 1.889 € − 395 € − 43 € − 60 € ≈ 1.391 €.
  12. Contributi INPS a carico dell'azienda (23,81%): 1.889 € × 23,81% ≈ 450 € al mese.
  13. Accantonamento TFR (retribuzione ÷ 13,5): 1.889 € ÷ 13,5 ≈ 140 € al mese.
  14. Costo totale mensile per l'azienda: 1.889 € + 450 € + 140 € ≈ 2.479 € (il premio INAIL, variabile per settore di rischio, si aggiunge a questo importo).
  15. Costo orario reale per l'azienda: 2.479 € ÷ 179 ore ≈ 13,85 €/ora — quasi 3,35 € in più rispetto alla paga oraria nominale di 10,50 € percepita dalla commessa.

Straordinari: le maggiorazioni previste dai CCNL

Il D.Lgs. 66/2003 disciplina l'orario di lavoro ma non fissa una maggiorazione unica per lo straordinario a livello nazionale: rimanda invece ai singoli CCNL. Il CCNL Commercio, ad esempio, prevede +15% per le ore dalla 41ª alla 48ª della settimana e +20% oltre la 48ª ora, con maggiorazioni più alte per il lavoro festivo (+30%) e notturno (+50%); altri CCNL (metalmeccanico, edilizia, turismo) fissano percentuali diverse, quindi la maggiorazione applicabile dipende sempre dal contratto collettivo del proprio settore.

  • +15% per lo straordinario dalla 41ª alla 48ª ora settimanale (esempio CCNL Commercio)
  • +20% per lo straordinario oltre la 48ª ora settimanale (esempio CCNL Commercio)
  • Maggiorazioni tipicamente più alte per lavoro festivo e notturno, secondo il CCNL applicato
  • La maggiorazione esatta va sempre verificata sul CCNL effettivamente applicato al proprio rapporto di lavoro

Non esiste un salario minimo: perché la domanda giusta è "quale CCNL si applica"

Molti lettori internazionali cercano 'salario minimo Italia' aspettandosi una cifra unica, come in Francia (SMIC) o nel Regno Unito (National Living Wage). L'Italia non ha mai avuto un salario minimo legale nazionale: la Costituzione (art. 36) garantisce una retribuzione 'proporzionata e sufficiente', ma il valore concreto è sempre stato demandato alla contrattazione collettiva. Il decreto sul 'salario giusto', vincolante dal 1° luglio 2026, conferma questo impianto: non fissa un importo, ma rende obbligatorio il rispetto dei minimi tabellari del CCNL più rappresentativo per il settore in cui opera l'azienda.

In pratica, la domanda corretta non è 'qual è il salario minimo in Italia' ma 'quale CCNL si applica al mio contratto': il settore merceologico dell'azienda, la sua dimensione e talvolta la collocazione territoriale determinano quale contratto collettivo — e quindi quali minimi tabellari, quali scatti di anzianità e quali maggiorazioni per straordinario — si applica a un dato rapporto di lavoro. Con centinaia di CCNL depositati, lo stesso mestiere può avere minimi tabellari molto diversi da un settore all'altro: circa 9,50 €/ora nel turismo contro oltre 11 €/ora nel comparto alimentare.

  • CCNL Commercio, Turismo, Metalmeccanico, Edilizia, Alimentare: ciascuno fissa le proprie tabelle salariali minime
  • Il CCNL applicabile dipende dal settore di attività dell'azienda, non dalla mansione del singolo lavoratore
  • I minimi tabellari CCNL vanno indicativamente da circa 9,50 €/ora a oltre 11 €/ora secondo il settore
  • Il decreto 'salario giusto' (in vigore dal 1° luglio 2026) rende vincolanti questi minimi, ma non introduce un importo unico nazionale

Quanto costa davvero un dipendente all'azienda

La retribuzione lorda è solo il primo tassello del costo del lavoro. Oltre alla RAL, l'azienda versa contributi INPS (circa 23,81%), accantona il TFR e paga il premio INAIL, con un impatto complessivo che porta il costo reale ben oltre lo stipendio lordo concordato.

  • Contributi INPS a carico dell'azienda: circa 23,81% della retribuzione lorda
  • Accantonamento TFR (trattamento di fine rapporto): circa retribuzione annua ÷ 13,5
  • Premio INAIL contro gli infortuni sul lavoro: variabile, da poche unità percentuali a oltre il 10% secondo il settore di rischio
  • Costo del lavoro complessivo: tipicamente il 35-38% in più rispetto alla RAL lorda concordata
2026
Aggiornato per il 2026
IRPEF (aliquote nazionali)23% fino a 28.000 €, 33% da 28.000 a 50.000 €, 43% oltresource (2026)
INPS (datore di lavoro)23,81%source (2026)
INPS (lavoratore)9,19% (10,19% oltre 55.448 €/anno)source (2026)
Retribuzione minima (nessun minimo legale nazionale)~9,50-11,11 €/ora secondo il CCNL applicatosource (2026)
Maggiorazione straordinario+15% (41ª-48ª ora), +20% oltre la 48ª ora (esempio CCNL Commercio; varia per CCNL)source (2026)
Addizionale regionale/comunalevaria per regione (0,9%-3,33%) e per comune (0-0,9%) — vedi pagine regionalisource (2026)
Qual è il salario minimo orario in Italia nel 2026?

L'Italia non ha un salario minimo legale nazionale: il decreto 'salario giusto', vincolante dal 1° luglio 2026, impone solo il rispetto dei minimi tabellari del CCNL più rappresentativo del settore. Tali minimi variano da circa 9,50 €/ora (turismo) a oltre 11 €/ora (alimentare).

Come si calcolano gli straordinari in busta paga?

Il D.Lgs. 66/2003 rimanda ai CCNL la definizione della maggiorazione: ad esempio il CCNL Commercio prevede +15% dalla 41ª alla 48ª ora settimanale e +20% oltre la 48ª ora, con maggiorazioni ulteriori per lavoro festivo (+30%) e notturno (+50%).

Quanto costa un dipendente all'azienda?

Oltre alla RAL, l'azienda versa circa il 23,81% di contributi INPS e accantona il TFR (circa RAL/13,5), per un costo totale del lavoro superiore di circa il 35-38% rispetto alla RAL lorda.

Come funzionano l'addizionale regionale e comunale IRPEF?

Ogni regione applica un'addizionale IRPEF propria (ad es. Lombardia 1,23-1,73%, Piemonte fino al 3,33%) e ogni comune applica un'addizionale comunale fino allo 0,9% (Roma e Napoli, ad esempio). Lo stesso stipendio lordo produce quindi un netto diverso a seconda di dove si lavora.

Cos'è il cuneo fiscale e come influisce sul netto?

Il cuneo fiscale 2026 riduce i contributi INPS a carico del lavoratore (fino a 7 punti percentuali per i redditi più bassi), aumentando direttamente lo stipendio netto in busta paga senza modificare la RAL.

Come vengono considerate tredicesima e quattordicesima?

Tredicesima e, dove previste dal CCNL, quattordicesima sono incluse nel reddito annuo lordo su cui si calcolano IRPEF e contributi, ma vengono erogate come mensilità aggiuntive (dicembre e giugno) rispetto allo stipendio mensile ordinario.

In cosa si differenzia questo calcolatore dagli altri strumenti italiani?

È l'unico strumento italiano che parte dalla paga oraria — calcolando automaticamente straordinari, addizionale regionale e comunale — e mostra nello stesso risultato sia il netto del lavoratore sia il costo totale (incluso TFR e INAIL) per l'azienda.