Costo della riqualificazione (falsa partita IVA)
Stima il costo di una riqualificazione da falsa partita IVA a lavoro subordinato: contributi INPS retroattivi, sanzioni civili e rischio mono-committenza.
Cosa rischia davvero chi lavora con una falsa partita IVA
Molti collaboratori che lavorano di fatto come dipendenti, ma sono inquadrati come partita IVA (magari con un solo committente, orari fissi e strumenti forniti dall'azienda), sottovalutano il rischio economico di una riqualificazione del rapporto. Dal 2026 non esiste più una presunzione legale automatica di subordinazione: l'Ispettorato Nazionale del Lavoro o il giudice valutano caso per caso gli indici di etero-organizzazione previsti dall'art. 2 del D.Lgs 81/2015 (orari imposti, strumenti aziendali, assenza di autonomia organizzativa).
Se il rapporto viene riqualificato in lavoro subordinato, l'INPS recupera i contributi non versati con una prescrizione di 5 anni, più le sanzioni civili. Questo simulatore stima il conto complessivo — contributi arretrati, sanzioni e interessi — in modo che il rischio economico non sia più un'ipotesi vaga ma un numero concreto.
Cosa entra nel calcolo
- I contributi INPS non versati sugli ultimi 5 anni di rapporto (prescrizione quinquennale ex L. 335/1995 art. 3 comma 9)
- Le sanzioni civili sui contributi omessi, distinte tra omissione semplice e occultamento del rapporto (evasione contributiva)
- Il differenziale tra i contributi effettivamente versati come Gestione Separata (26,07%) e quelli dovuti come lavoratore dipendente
- Il rischio di mono-committenza come principale indizio di etero-organizzazione valutato dagli ispettori


