Revoca o rinuncia dell'incarico al commercialista (modello)
Aggiornato il 6 agosto 2026
Questa lettera chiude per iscritto un incarico professionale: quali attività erano affidate, fino a quale scadenza lo Studio ne risponde, e cosa passa da quel momento al cliente o al collega che assume l'incarico. È il documento che evita l'unico vero incidente di un cambio di professionista — una dichiarazione o un versamento che ciascuno riteneva a carico dell'altro.
Il modello funziona nei due sensi. Scelga la versione del cliente se è l'impresa che revoca l'incarico e deve chiedere la restituzione dei documenti; scelga la versione dello Studio per una rinuncia. Compili i campi e scarichi un file Word o PDF pulito, senza registrazione.
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Riferimento:
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Oggetto: cessazione dell'incarico professionale
Egregi Signori,
con la presente revochiamo l'incarico professionale conferito con la lettera di incarico del . La revoca è esercitata nell'ambito della facoltà riconosciuta al cliente dalla disciplina del contratto d'opera intellettuale, con impegno a rimborsare le spese sostenute e a corrispondere il compenso per l'opera svolta fino alla data di effetto.
L'incarico cessa con effetto dal . Dopo tale data nessuna attività prosegue e nessuna attività in corso viene portata a termine.
Attività svolte e scadenza della responsabilità
Di seguito sono indicate le attività comprese nell'incarico e la scadenza fino alla quale sono assunte. Le attività non indicate non rientravano nell'incarico.
Bilancio d'esercizio
- Ultimo esercizio trattato:
- Data di completamento:
Non è assunta alcuna responsabilità per il bilancio di esercizi successivi né per fatti sopravvenuti dopo la data di completamento indicata.
Dichiarazioni fiscali
- Ultimo periodo trasmesso:
- Data di trasmissione:
Non è assunta alcuna responsabilità per le dichiarazioni di periodi successivi, per le proroghe né per gli acconti che scadono dopo la data di effetto.
Adempimenti IVA
- Ultimo periodo liquidato:
- Data di trasmissione:
Non è assunta alcuna responsabilità per le liquidazioni e le comunicazioni relative a periodi successivi. Il ciclo è breve e questa attività va ripresa immediatamente.
Adempimenti in scadenza
Dopo la data di effetto scadono i seguenti adempimenti, che non sono più curati da chi scrive: . L'elenco è redatto sulla base degli elementi noti e ha lo scopo di agevolare il passaggio; il professionista che assume l'incarico svolge una propria verifica delle scadenze.
Deleghe telematiche e accessi
Le deleghe e gli accessi conferiti nell'ambito dell'incarico non cessano per effetto della cessazione e devono essere revocati. Sono interessati: . Le deleghe sono distinte per servizio e per soggetto, per cui vanno verificate una per una: ciascuna parte provvede alla revoca di quanto le compete e ne dà comunicazione all'altra, affinché le comunicazioni non continuino a essere indirizzate a chi non assiste più il cliente.
Vanno inoltre chiusi o trasferiti gli accessi ai gestionali di contabilità e paghe, le utenze dei portali intestate allo Studio e gli addebiti diretti impostati per i versamenti tributari o contributivi. Il professionista subentrante deve acquisire deleghe proprie: non si trasferiscono con il fascicolo.
Restituzione dei documenti e consegna degli elaborati
Vi chiediamo di restituirci i documenti e gli atti da noi consegnati e di consegnarci gli elaborati predisposti per nostro conto in adempimento dell'incarico entro giorni dalla presente, confermandoci cosa risulta ancora in Vostro possesso. Ci è noto che le carte di lavoro interne restano di Vostra proprietà; la richiesta riguarda i nostri documenti e gli elaborati dell'attività che abbiamo corrisposto.
L'obbligo di conservazione decennale delle scritture contabili e dei documenti d'impresa, decorrente dalla data dell'ultima registrazione, grava sull'impresa e resta indipendente dal presente passaggio. La documentazione necessaria ad assolverlo non va eliminata per il solo fatto che un termine di ritiro sia scaduto.
Passaggio al collega
Abbiamo affidato la prosecuzione dell'incarico a e Vi autorizziamo a interloquire con tale professionista e a consegnargli gli elementi e i documenti necessari alla ripresa del fascicolo. Se ciò comportasse oneri aggiuntivi, Vi chiediamo di segnalarcelo prima di sostenerli.
Gli obblighi di adeguata verifica della clientela del professionista subentrante restano a suo carico: vanno completati prima di instaurare il nuovo rapporto continuativo e non possono essere ereditati dal predecessore.
Segreto professionale, responsabilità e legge applicabile
Il segreto professionale permane dopo la cessazione dell'incarico, salvi i casi in cui la legge o una norma professionale imponga o consenta la comunicazione, compresi i controlli di qualità.
I limiti di responsabilità pattuiti nella lettera di incarico e nelle condizioni generali continuano ad applicarsi alle attività già svolte; la presente lettera non li modifica. Gli elaborati erano destinati all'uso del destinatario e non impegnano il loro autore verso i terzi ai quali fossero stati trasmessi. La presente lettera è regolata dalla legge italiana.
Conferma
Vi preghiamo di restituirci un esemplare della presente sottoscritto, confermando le scadenze sopra indicate affinché nulla resti incerto tra noi. Se un punto non corrispondesse alla Vostra ricostruzione, Vi chiediamo di segnalarlo prima della sottoscrizione.
Distinti saluti.
, per
Per il mittente
Data:
Per conferma — il destinatario
Data:
Le due parti non hanno gli stessi diritti: qui la simmetria non esiste
È la prima cosa da sapere prima di scrivere. L'articolo 2237 del codice civile tratta le due posizioni in modo diverso: il cliente può recedere dal contratto rimborsando al prestatore d'opera le spese sostenute e pagando il compenso per l'opera svolta, mentre il prestatore d'opera può recedere dal contratto soltanto per giusta causa.
Un cliente che revoca l'incarico non deve quindi motivare la propria scelta: deve pagare quanto svolto e rimborsare le spese. Un professionista che rinuncia deve invece poter indicare una giusta causa — mancato pagamento, mancata collaborazione, sopravvenuta incompatibilità con i propri obblighi professionali — e deve comportarsi in modo da non pregiudicare il cliente.
Questa asimmetria è la ragione per cui il modello cambia impostazione a seconda del senso della lettera, invece di offrire una formula di preavviso uguale per entrambi. Vale la pena notare quanto sia locale: in Germania il mandato può essere chiuso in qualsiasi momento e senza motivazione da entrambe le parti, mentre in Spagna il mandatario che rinuncia deve perfino continuare la gestione fino a che il cliente non abbia potuto provvedere altrimenti.
Una scadenza per attività, perché gli adempimenti non coincidono
Uno Studio può aver chiuso il bilancio dell'esercizio precedente, trasmesso la dichiarazione dei redditi relativa, inviato la liquidazione IVA del mese scorso ed essere nel mezzo di un mese di elaborazione delle paghe. La formula "l'incarico cessa con effetto immediato" lascia aperti tutti questi fronti, e i più brevi sono i più rischiosi.
Le liquidazioni IVA periodiche, la trasmissione dei dati delle fatture, i versamenti tramite modello unificato e le comunicazioni mensili in materia di lavoro hanno scadenze fisse: un salto di un mese produce sanzioni immediate, non un disagio organizzativo. Il bilancio, di cui si parla di più, è in realtà il punto meno critico.
Il modello chiede quindi, per ciascuna attività attivata, due informazioni: l'ultimo periodo trattato e la data di trasmissione o consegna. Ogni attività stampa la propria scadenza, seguita dall'indicazione esplicita che per i periodi successivi non si assume responsabilità. Una sezione a parte elenca gli adempimenti in scadenza: è il paragrafo che protegge davvero entrambe le parti.
Restituzione: in Italia non si può trattenere nulla per il compenso non pagato
Su questo punto l'ordinamento italiano è tra i più netti. L'articolo 2235 del codice civile vieta al prestatore d'opera di trattenere le cose e i documenti ricevuti, se non per il periodo strettamente necessario alla tutela dei propri diritti secondo le leggi professionali, e il divieto è stato letto come riferito anche ai documenti elaborati dal professionista per conto del cliente in adempimento dell'incarico.
Sul piano deontologico la regola è ancora più diretta: il codice della professione vieta di trattenere documenti e atti ricevuti dal cliente per il mancato pagamento del compenso o per il mancato rimborso delle spese anticipate. Il momento della cessazione è precisamente quello in cui la tentazione è massima, e quello in cui la contestazione disciplinare è più probabile.
La lettera tiene quindi separate tre cose. I documenti del cliente si restituiscono. Gli elaborati predisposti per conto del cliente in adempimento dell'incarico si consegnano. Il compenso non pagato è un credito, che si tutela nelle forme ordinarie e non trattenendo la documentazione. Le carte di lavoro interne dello Studio restano invece sue.
Deleghe telematiche e accessi: quello che non si spegne da solo
Una delega per l'utilizzo dei servizi telematici dell'amministrazione finanziaria, l'incarico alla trasmissione delle dichiarazioni, l'accesso al cassetto fiscale del cliente, la delega presso gli enti previdenziali, l'accesso come amministratore al gestionale di contabilità o paghe: nulla di tutto questo cessa perché l'incarico è cessato. È così che uno Studio continua a comparire come intermediario di un cliente che non assiste più.
Le deleghe sono inoltre distinte per servizio e per soggetto: la società, gli amministratori in proprio, una società collegata, un immobile intestato a un socio. Il modello chiede un elenco anziché presupporre una delega unica — è l'elencazione che evita di dimenticarne una.
Vanno inclusi anche gli aspetti dispositivi: gli addebiti diretti impostati per i versamenti tributari o contributivi, i mandati di pagamento e le utenze dei portali intestate allo Studio. Il collega che assume l'incarico dovrà acquisire le proprie deleghe: non si trasferiscono con il fascicolo.
Il passaggio al collega e i rapporti tra professionisti
Il segreto professionale sopravvive alla cessazione dell'incarico: lo Studio non può quindi trasmettere il fascicolo solo perché il collega lo chiede, ma ha bisogno dell'autorizzazione del cliente. La conferma sottoscritta in calce a questa lettera serve proprio a raccoglierla, insieme all'indicazione del collega designato.
Un foglio firmato è molto più solido, mesi dopo, del ricordo di una telefonata — e soprattutto evita che il passaggio si blocchi quando il cliente è già andato via e non risponde più.
Vale ricordare che gli obblighi antiriciclaggio del collega che subentra sono suoi: l'adeguata verifica va completata prima di instaurare il nuovo rapporto continuativo e non può essere ereditata dal predecessore. È utile scriverlo, perché il cliente tende a supporre che il passaggio del fascicolo comprenda anche questo.
Le sezioni, spiegate
- Senso della lettera
- Revoca da parte del cliente o rinuncia dello Studio. Tutte le sezioni che cambiano — premessa, richieste, autorizzazioni, sottoscrizioni — si adeguano automaticamente, comprese le diverse condizioni di recesso.
- Premessa e data di effetto
- Indica la lettera di incarico che viene chiusa e la data a partire dalla quale cessa, e nella versione dello Studio indica la giusta causa richiesta dalla disciplina del recesso.
- Modalità di cessazione
- Cessazione alla data indicata oppure cessazione dopo il completamento di attività espressamente indicate. La seconda scelta fa comparire un elenco: è l'unico modo per impegnarsi a completare qualcosa senza contraddire la data di effetto.
- Attività svolte e scadenza per attività
- Un interruttore per attività — bilancio, dichiarazioni dei redditi, IVA, elaborazione paghe e adempimenti di lavoro, tenuta della contabilità, adempimenti camerali — ciascuna con l'ultimo periodo trattato, la data di trasmissione e l'esclusione di responsabilità per i periodi successivi.
- Adempimenti in scadenza
- Ciò che scade dopo la data di effetto e a chi spetta, con l'avvertenza che il collega subentrante deve svolgere una propria verifica delle scadenze.
- Restituzione dei documenti e consegna degli elaborati
- Restituzione dei documenti del cliente e consegna degli elaborati prodotti per suo conto, senza possibilità di trattenerli per il compenso; le carte di lavoro interne restano dello Studio.
- Compensi residui (sezione opzionale)
- Importo dovuto e termine di pagamento, in una sezione separata dalla restituzione, perché il credito si tutela nelle forme ordinarie e non trattenendo i documenti.
- Deleghe telematiche e accessi
- Revoca delle deleghe per servizio e per soggetto, accessi ai portali e ai gestionali, addebiti diretti impostati per versamenti, e la precisazione che il collega subentrante deve acquisire deleghe proprie.
- Passaggio al collega e autorizzazione
- Autorizzazione scritta a interloquire con il collega designato e a consegnargli quanto necessario, poiché il segreto professionale sopravvive alla cessazione; con la precisazione che l'adeguata verifica antiriciclaggio resta a carico del subentrante.
- Segreto professionale, responsabilità e legge applicabile
- Permanenza del segreto, invarianza dei limiti di responsabilità concordati per le attività già svolte, e legge italiana.
- Conferma del destinatario
- Blocco di sottoscrizione che trasforma l'autorizzazione e le scadenze in un'intesa e non in un'affermazione unilaterale.
I punti da non sbagliare
Verifichi la lettera di incarico sottoscritta e, in caso di contrasto, gli orientamenti del suo ordine territoriale.
Il cliente recede liberamente, il professionista solo per giusta causa
L'articolo 2237 del codice civile prevede che il cliente possa recedere dal contratto rimborsando le spese sostenute e pagando il compenso per l'opera svolta, mentre il prestatore d'opera può recedere soltanto per giusta causa, comportandosi in modo da non pregiudicare il cliente. Una lettera che presenti le due posizioni come equivalenti descrive una disciplina che non esiste.
Art. 2237 codice civile — recessoNon trattenere documenti né elaborati per il compenso non pagato
L'articolo 2235 del codice civile vieta al prestatore d'opera di trattenere le cose e i documenti ricevuti, se non per il periodo strettamente necessario alla tutela dei propri diritti secondo le leggi professionali; il divieto è stato letto come riferito anche agli elaborati predisposti per conto del cliente in adempimento dell'incarico.
Art. 2235 codice civile — divieto di ritenzioneIl divieto è anche deontologico e nomina espressamente il compenso
Il codice deontologico della professione vieta di trattenere documenti e atti ricevuti dal cliente per il mancato pagamento del compenso o per il mancato rimborso delle spese anticipate. La cessazione dell'incarico è il momento in cui questa regola viene messa alla prova più spesso.
CNDCEC — restituzione dei documenti aziendali alla conclusione del mandatoRevocare le deleghe telematiche anziché presumerne la cessazione
Le deleghe per l'utilizzo dei servizi telematici, l'incarico alla trasmissione delle dichiarazioni, l'accesso al cassetto fiscale e le deleghe presso gli enti previdenziali restano attive fino alla revoca e non cessano con l'incarico. Sono inoltre distinte per servizio e per soggetto, quindi vanno verificate una per una insieme agli accessi ai gestionali e agli addebiti diretti impostati per i versamenti.
Raccogliere l'autorizzazione del cliente per il passaggio
Il segreto professionale sopravvive alla cessazione dell'incarico, quindi la trasmissione del fascicolo al collega richiede l'autorizzazione del cliente. Va acquisita per iscritto: la conferma sottoscritta in calce alla lettera serve a questo.
L'adeguata verifica del collega subentrante è sua
I commercialisti sono soggetti obbligati ai sensi della normativa antiriciclaggio: l'adeguata verifica del professionista che assume l'incarico è un suo obbligo, va completata prima di instaurare il nuovo rapporto continuativo e non può essere ereditata dal predecessore.
Banca d'Italia — Unità di Informazione Finanziaria per l'ItaliaTenere conto della conservazione decennale del cliente
Le scritture contabili e i documenti d'impresa devono essere conservati dal cliente per dieci anni dalla data dell'ultima registrazione. Un termine breve per il ritiro, seguito dall'eliminazione, può far sparire documentazione che il cliente è tenuto per legge a conservare: l'eliminazione va quindi preceduta da un avviso.
Come redigere la lettera
- Scegliere il senso. Revoca da parte del cliente o rinuncia dello Studio. Da questa scelta dipendono la premessa, le richieste e le autorizzazioni, e nella versione dello Studio l'indicazione della giusta causa.
- Rileggere la lettera di incarico. Ne annoti la data e le condizioni pattuite. Il cliente recede liberamente pagando quanto svolto; lo Studio necessita di una giusta causa.
- Inserire le parti e la modalità di cessazione. Mittente, destinatario, riferimento, data, e cessazione alla data indicata oppure dopo il completamento di attività espressamente indicate.
- Attivare ciascuna attività con la sua scadenza. Per ogni attività l'ultimo periodo trattato e la data di trasmissione. Poi elenchi gli adempimenti in scadenza.
- Elencare deleghe e accessi da revocare. Per servizio e per soggetto, insieme agli accessi ai gestionali, alle utenze dei portali e agli addebiti diretti impostati per i versamenti.
- Inviare e conservare la conferma sottoscritta. Scarichi in Word o PDF, invii con richiesta di sottoscrizione e conservi la conferma firmata: è l'autorizzazione che consente il passaggio al collega.
Domande frequenti
Come revoco l'incarico al commercialista?
Per iscritto, indicando la lettera di incarico che viene chiusa e la data di effetto. Come cliente non deve motivare la scelta: l'articolo 2237 del codice civile le consente di recedere rimborsando le spese sostenute e pagando il compenso per l'opera svolta. Nella lettera conviene però indicare, per ciascuna attività, fino a quale periodo lo Studio ha operato, chiedere la restituzione dei documenti e chiedere la revoca delle deleghe telematiche — una revoca generica lascia troppo aperto.
Il commercialista può lasciare l'incarico quando vuole?
No. L'articolo 2237 del codice civile consente al prestatore d'opera di recedere soltanto per giusta causa, e comportandosi in modo da non pregiudicare il cliente: interrompere l'attività alla vigilia di una scadenza dichiarativa senza preavviso è precisamente ciò che la norma vuole evitare. È l'opposto della Germania, dove il mandato può essere chiuso in qualsiasi momento e senza motivazione da entrambe le parti.
Il commercialista può trattenere i miei documenti finché non pago?
No. L'articolo 2235 del codice civile vieta al prestatore d'opera di trattenere le cose e i documenti ricevuti, salvo il periodo strettamente necessario alla tutela dei propri diritti secondo le leggi professionali, e il divieto è stato letto come riferito anche agli elaborati predisposti per conto del cliente. Il codice deontologico della professione vieta espressamente di trattenerli per il mancato pagamento del compenso o il mancato rimborso delle spese anticipate. Restano invece di proprietà dello Studio le carte di lavoro interne.
La delega ai servizi telematici cessa con l'incarico?
No, e questo è l'errore più frequente. La delega per l'utilizzo dei servizi telematici, l'incarico alla trasmissione delle dichiarazioni, l'accesso al cassetto fiscale e le deleghe presso gli enti previdenziali restano attivi fino alla revoca — è così che uno Studio continua a comparire come intermediario di un cliente che non assiste più. Le deleghe sono inoltre distinte per servizio e per soggetto, per cui il modello chiede un elenco anziché presupporne una sola.
Il mio nuovo commercialista può ottenere il fascicolo direttamente?
Serve la sua autorizzazione. Il segreto professionale sopravvive alla cessazione dell'incarico, quindi il precedente Studio non può trasmettere il fascicolo solo perché il collega lo chiede. La conferma sottoscritta in calce alla lettera raccoglie l'autorizzazione e indica il collega designato. Tenga presente che l'adeguata verifica antiriciclaggio del nuovo professionista è un suo obbligo e non si eredita dal predecessore.
Quali adempimenti si perdono più spesso in un passaggio?
Quelli a ciclo breve. Le liquidazioni IVA periodiche, la trasmissione dei dati delle fatture, i versamenti tramite modello unificato e le comunicazioni mensili in materia di lavoro hanno scadenze fisse e una sanzione immediata. Il bilancio, di cui si parla di più, è il punto meno critico. Per questo il modello lavora con una scadenza per attività e non con una sola data di cessazione.
Cosa faccio se il bilancio è a metà?
Scelga espressamente. Il modello prevede la variante "cessazione dopo il completamento di attività indicate": in quel caso elenca esattamente ciò che verrà portato a termine, e la responsabilità per quelle attività cessa con la loro consegna. Quello che non deve fare è dichiarare la cessazione immediata e contemporaneamente lasciar intendere che il lavoro in corso verrà comunque completato: è una contraddizione che verrà interpretata a suo sfavore.
Per quanto devo conservare i documenti dopo il passaggio?
L'obbligo di conservazione decennale delle scritture contabili e dei documenti d'impresa, decorrente dalla data dell'ultima registrazione, resta a carico dell'impresa e non dipende dal cambio di professionista. Un termine breve per il ritiro non è quindi una ragione per disfarsi di qualcosa. Il modello rende il termine di ritiro un campo e subordina l'eliminazione a un avviso, così che possa recuperare ciò che le spetta.
Modelli correlati
Avvertenza
Questo modello e la relativa guida hanno finalità informative generali e non costituiscono consulenza legale né parere deontologico. Le norme professionali, i termini e la disciplina del recesso cambiano e dipendono dalla lettera di incarico e dalla situazione concreta. Verifichi la lettera di incarico sottoscritta e si rivolga al suo ordine territoriale o a un legale in caso di contrasto su compensi, documenti o passaggio del fascicolo.


