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L'IVA al 10% copre l'alloggio e i servizi accessori tipici, ma non i servizi resi per finalità diverse dal pernottamento; l'imposta di soggiorno segue regole comunali variabili, mentre Venezia applica anche un contributo di accesso distinto per i visitatori giornalieri.

Cosa deve contenere una fattura per hotel

  • Ragione sociale della struttura, Partita IVA e indirizzo.
  • Date di check-in e check-out, camera/unità, numero di ospiti e trattamento (solo pernottamento, B&B, mezza pensione, pensione completa, all-inclusive).
  • Riferimento prenotazione (conferma o ID OTA).
  • IVA al 10% sull'alloggio, con imposta di soggiorno indicata su riga separata, esclusa dalla base imponibile IVA (art. 15 c.1 n.3 DPR 633/72, codice natura N1).

IVA al 10%: alloggio sì, sale conferenze no

L'aliquota IVA ridotta del 10% si applica ai servizi di alloggio resi agli ospiti alloggiati, inclusi i servizi accessori tipici (pulizia camera, cambio biancheria, lavanderia, garage, prenotazioni). L'uso delle strutture per finalità diverse dall'alloggio — ad esempio l'affitto di una sala conferenze — sconta invece l'aliquota ordinaria del 22%: se la stessa fattura copre entrambi i tipi di servizio, indicali su righe separate con l'aliquota corretta per ciascuna.

Imposta di soggiorno: regole comunali, non nazionali

L'imposta di soggiorno è fissata autonomamente da ogni comune — oltre 1.200 comuni la applicano nel 2026, con un gettito nazionale stimato oltre €1,3 miliardi (+9,2% rispetto al 2025). Gli importi variano molto da comune a comune e cambiano con le delibere annuali: evita di indicare in fattura una cifra fissa "di riferimento nazionale" e verifica sempre la delibera comunale in vigore per la struttura specifica.

A Venezia è inoltre attivo, in giorni ad alta affluenza selezionati, un contributo di accesso per i visitatori giornalieri — distinto dall'imposta di soggiorno: €5 se pagato con almeno 4 giorni di anticipo, €10 se pagato negli ultimi 4 giorni prima della visita, per i visitatori sopra i 14 anni che entrano nel centro storico. Gli ospiti pernottanti in strutture ricettive registrate (che già pagano l'imposta di soggiorno), i residenti del Veneto, gli under 14 e alcune altre categorie sono esenti.

Classificazione alberghiera: un sistema decentrato per regioni

A differenza di sistemi nazionali centralizzati, la classificazione alberghiera italiana (stelle) è competenza delle regioni dal 1983 (Legge 217/1983); un DPCM del 21 ottobre 2008 ha introdotto il sistema "Italy Stars & Rating" per criteri più uniformi sulle strutture nuove o ristrutturate, ma le regioni amministrano ancora la classificazione e mantengono variazioni proprie — alcune riconoscono categorie come "3 stelle superior", "4 stelle superior" o "5 stelle lusso" che altre non prevedono, e requisiti come il servizio di portineria notturna o la colazione in camera differiscono per regione.

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Domande frequenti sulle fatture per hotel