Generatore di fattura per freelance e regime forfettario
Crea una fattura con Partita IVA, le diciture del regime forfettario o la ritenuta d'acconto, e scaricala in PDF — gratis, senza registrazione.
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Righe fattura
L’IVA (0 % under regime forfettario — see notes for ritenuta) viene applicata solo alle righe con la casella “IVA (0 % under regime forfettario — see notes for ritenuta)” selezionata.
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Anteprima:
| Data fattura | — |
| Descrizione | Quantità | Aliquota | Importo |
|---|---|---|---|
| Consulting & discovery call | 1.5 | €0.00 | €0.00 |
| Project work — milestone 1 (as per agreement) | 1 | €0.00 | €0.00 |
| Design / creative work | 6 | €0.00 | €0.00 |
| Content writing & editing | 4 | €0.00 | €0.00 |
| Development / technical implementation | 8 | €0.00 | €0.00 |
| Revisions & project management | 2 | €0.00 | €0.00 |
| Reimbursable expenses (receipts attached) | 1 | €0.00 | €0.00 |
| Subtotale | €0.00 |
| IVA (0 % under regime forfettario — see notes for ritenuta) (22%) | €0.00 |
| Totale | €0.00 |
Generatore di fatture per liberi professionisti e regime forfettario
Crea una fattura per attività di libero professionista/lavoratore autonomo con Partita IVA, dati del cliente, riferimento al progetto, periodo di fatturazione e la dicitura fiscale corretta — regime ordinario con IVA o regime forfettario.
Il regime forfettario (confermato per il 2026, invariato rispetto all'anno precedente) prevede una soglia di €85.000 di ricavi/compensi annui, un'imposta sostitutiva forfettaria del 15% (5% per i primi 5 anni di attività per le nuove attività) in sostituzione di IRPEF, addizionali e IRAP. Dal gennaio 2024 tutti i soggetti in regime forfettario, indipendentemente dal fatturato, sono soggetti all'obbligo di fattura elettronica — non esiste più alcuna esenzione per i forfettari nel 2026.
Cosa deve contenere la fattura del libero professionista
- Nome, indirizzo, Partita IVA e Codice Fiscale, oltre ai dati di pagamento (IBAN).
- Cliente, eventuale riferimento a progetto/commessa, periodo o data della prestazione.
- Regime IVA applicato: IVA al 22% in regime ordinario, oppure dicitura di operazione senza applicazione dell'IVA in regime forfettario (art. 1, commi 54-89, L. 190/2014).
- Ritenuta d'acconto del 20%, se applicabile, quando il cliente è un'impresa/ente italiano che effettua il pagamento.
Regime forfettario 2026: soglia, aliquota e fatturazione elettronica
La soglia di ricavi/compensi resta €85.000 annui per il 2026; oltre questa soglia, se i ricavi superano €100.000 nell'anno, il regime (e l'esenzione IVA) cessa immediatamente in corso d'anno anziché l'anno successivo. L'imposta sostitutiva è il 15% (5% per i primi 5 anni per le nuove attività), sostituendo IRPEF, addizionali regionali/comunali e IRAP. Un ulteriore requisito riguarda i redditi da lavoro dipendente dell'anno precedente, che non devono superare €35.000 (irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato entro il 31 dicembre dell'anno precedente), e un tetto di €20.000 per le spese per lavoro dipendente/collaboratori. Non risultano conferme di una riduzione della soglia proposta per il 2026: allo stato attuale resta una proposta in discussione, non una modifica normativa adottata — la soglia confermata per il 2026 è €85.000.
Dal gennaio 2024 l'obbligo di fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio (SdI) si applica a tutti i soggetti in regime forfettario, indipendentemente dal fatturato — un punto spesso frainteso, perché in passato i forfettari erano esonerati.
Ritenuta d'acconto: residenti e non residenti
Per i compensi professionali corrisposti a persone fisiche residenti, il cliente committente (un soggetto titolare di partita IVA) applica una ritenuta d'acconto ordinaria del 20% sul compenso imponibile, da versare entro il 16 del mese successivo al pagamento. Per i non residenti che svolgono la prestazione in Italia si applica invece una ritenuta del 30%, a titolo d'imposta definitiva (non semplice acconto) — una distinzione importante da tenere presente in fattura.



